1 lug
Posta certificata, ovvero un modo facile e sicuro per comunicare: una grande rivoluzione che porterà a spendere moltissimi soldi a tutti coloro che hanno una p.iva senza portare alcun beneficio.
Una grande fregatura insomma, tutti coloro che sono in possesso di una p.iva come Bar, Fruttivendoli, Macellai, Panifici, Idraulici dovranno dotarsi di una casella di posta certificata per ricevere comunicazioni importantissime dagli enti italiani.
Spero che alcuni di voi già abbiano notato la grande fregatura di questo servizio… com’è possibile che un povero idraulico che svolge la sua attività in santa pace con il suo furgoncino debba dotarsi di una casella di posta certificata? E chi lo sa….
Il 28 novembre il decreto anti-crisi approvato dal Consiglio di Ministri contiene questa fantastica novità!
In Italia solitamente si approfitta sempre della legislazione d’urgenza per inserire norme molto delicate che dovrebbero essere trattate con i guanti in maniera brusca facendole passare come novità di secondo piano.
In italia ci sono solamente 23 aziende che possono erogare il servizio, tutte le altre che non compaiono in questo elenco significa che lo rivendono!
(ai sensi del DPR 11 febbraio 2005, n. 68 - G.U. 28 aprile 2005, n. 97)
Elenco pubblico gestori PEC – con firma digitale Presidente Cnipa
A parer mio, questa nuova cavolata della posta certificata punta ad arricchire solamente quelle società enormi, infatti su questo elenco sono tutte S.p.a, che vanno a dare un servizi complamente inutile a tutti coloro che potrebbero farne davvero a meno.
In sostanza a che cosa serve la posta certificata? Beh… mentre andate in giro con il vostro camincino a vendere frutta fate un’infrazione per eccesso di velocità e un autovelox vi becca la multa non vi verrà più inviata via raccomandata a casa vostra ma via posta certificata e appena la leggerete chi ve l’ha inviata sarà subito informato della vostra lettura.
Poi ogni email che voi invierete avrà lo stesso valore di una Raccomandata inviata per posta ordinaria.
Visto che anche Aruba ha iniziato a fare pubblicità online vendendo una casella di posta certificata a 5 euro l’anno fate un rapido calcolo moltiplicando 5 per tutti coloro che in italia hanno una partita iva e vi spiegherete subito per quale motivo Aruba ha già preparato una S.p.A solamente per gestire i clienti che acquistano quel servizio.
Un business davvero interessante quante inutile, ma allora sempre a causa della disinformazione noi italiani dobbiamo sottostare a queste cavolate?
E quando mai il buon arrotino che passa con la sua ape 50 ad affilare i coltelli e a riparare gli ombrelli si aprirà una casella di posta certificata? Mai.
Ad ogni modo per sottolineare ancora una volta l’inutilità di questo servizio concludo dicendo che ogni casella di posta certificata può inviare email solamente ad un’altra casella di posta certificata e non ad una normale casella di posta elettronica.
Il resto delle opinioni le lascio a voi lettori ricordandovi inoltre che per attivare una casella di posta certificata dovrete trasferire il vostro dominio sotto coloro che vi forniranno il servizio di posta certificata (o… guarda… un’altra fregatura)!
8 Responses for "Posta Certificata? Ma che grande fregatura!"
C’è l’alternativa alla PEC. Ed è prevista dalla legge.
Per chiarirvi ogni dubbio, date un’occhiata qui: http://www.techblogs.it/office/2009/05/pec-gratis-tutta-la-verita.html.
Ciao Francesco,
grazie mille per il tuo commento ma purtroppo il grande scandalo sarà per i possessori di p.iva, liberi professionisti, artigiani non tanto per i privati!
leggendo il blog mi permetto fare alcune precisazioni:
1. l’elenco pubblico dei gestori è composto tutto da Spa in quanto questo prevede la legge (che i gestori siano delle Spa, con un minimo di capitale sociale, con apertura assicurazioni e altri vincoli. Questo presumo per dare garanzia e continuità di servizio);
2. non è corretto che per avere una casella di posta elettronica certificata si deve trasferire il proprio dominio; lo si dovrà trasferire solo se si vuole una PEC appoggiato su dominio proprietario (quindi miapec@miodominio.it e certificarlo). Altrimenti i fornitori di servizi utilizzano domini propri (ex. miapec@dominiofornitore.it)
3. relativamente al punto 2. anzi è sconsigliabile trasferire il proprio dominio per poter “appoggiarci” una PEC, a meno di certificare un dominio di 3° livello (tipo pec.miodominio.it) in quanto se si certifica il dominio di 2° livello su questo non si potrà più avere una mail “normale” (non certificata).
Pienamente d’accordo invece sull’assurdo dell’obbligatorietà da parte di una serie di possessori di p.iva / artigiani etc. di avere una PEC per comunicazioni che possono avere anche implicazioni legali (la consultazione della PEC presumo sarà quindi da delegare a terzi, tipo i commercialisti con, immagino, relativi oneri a carico dei clienti).
Grazie mille per il tuo commento Guido. La nostra era una segnalazione che molti Provider come Aruba ti dicono di trasferire da loro il dominio per attivarci una casella di posta PEC e questo non è corretto!
Il grande problema è che anche se esiste l’alternativa (es. certificati S/MIME). Cosa succede
1) un ufficio della PA ha una casella PEC configurata per inviare e ricevere solo da caselle PEC, stando quindi a norma.
2) una società o un privato, hanno un indirizzo email con certificato S/MIME (stando quindi a norma di legge)
Non potranno comunicare! Allora il privato/professionista/azienda sarà costretto a dotarsi *anche* della PEC perchè si vedrà un rifiuto sebbene stia nei termini della legge.
Questo è assolutamente ingiusto. La PEC andrebbe abolita e basta o quantomeno dovrebbe essere reso obbligatorio accettare anche email NON PEC, ma con un certificato S/MIME valido, e far sì che sia possibile inviare a chiunque.
Per quanto riguarda la “ricevuta di ritorno”. A questo punto è il gestore del servizio che fa da garante con i log di accettazione da parte del destinario con data ed ora certe La legge infatti non parla di enti che certifichino, ma di tecnologia: ed ormai tutti si appoggiano a server NTP.
Comprendo la provocazione fatta tramite questo post, tuttavia sarebbe anche da dire che:
1) molto spesso, ad esempio, le multe non vengono consegnate in tempi rapidi o spedite a indirizzi errati. Questo va a danno del contribuente che si ritrova a pagare interessi moratori;
2) risparmiare quintali di carta stampata ed evitare di far viaggiare questi pacchi per l’Italia è un altro vantaggio;
3) avere la certezza di ricevere senza ritardi tutte le comunicazioni da parte della Camera di Commercio, del Comune o di altri pubblici non è una cosa da poco.
Inoltre trovo riduttivo che l’immagine del nostro paese sia ancora quella del fruttivendolo con il furgongino o il pittore in bici. Una mail ce l’hanno tutti coloro che hanno la partita IVA.
nico
Ciao,
riflessione interessante la tua però ti ricordo che l’agricoltura italiana e la piccola industria sono i settori che “mandano avanti” il nostro piccolo paese. Il terziario non si è ancora sviluppato completamente e le leggi che vengono create sono sempre imposte senza sapere nemmeno che vantaggi o svantaggi porteranno… Un po’ come la tassa sui SUV, con tutte le cose di cui ci sarebbero bisogno fatalità la prima cosa che è venuta in mente era quella di tassare i veicoli SUV.
Stessa cosa per la posta certificata, con tutto ciò di cui l’italia ha bisogno a livello di ICT (strutture banda ecc) la prima cosa approvata è stata quella di rendere obbligatoria la posta certificata invece di stanziare fondi per le imprese! Direi che forse su un punto siamo tutti d’accordo: Ogni nuova legge che viene approvata ha lo scopo di portare tanto guadagno nelle casse di qualcuno.
Che dire? :)
D’accordissimo, soprattutto perchè non c’è mai un progetto a lungo termine: fanno la PEC, ottimo inizio, ma poi?
Basterebbe che dicessero che da qui a 4 anni hanno in cantiere le seguenti innovazioni. Oggi parte la PEC, domani un’altra cosa e così via…
Ma purtroppo ad ogni cambio di governo, succede un cambio di squadra, con nuove persone e nuove piccole lobby che avanzano le loro pretese.
Ps. la PEC deve essere attivata dalle società esistenti entro 3 anni: consiglio di attendere un paio d’anni così i prezzi si abbasseranno!
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